L'allenatore olandese è tornato a parlare della sua esperienza sulla panchina dei Red Devils: "Casemiro e Varane alimentano un cultura tossica"
A due anni dal suo esonero, Erik ten Hag è tronato a parlare della sua esperienza al Manchester United. In un'intervista concessa a The Athletic, l'allenatore olandese ha ricostruito le circostanze che hanno portato alla rottura con il club inglese. Tra gli episodi che hanno segnato il rapporto con la società c'è la partenza di McTominay nell'estate del 2024 in direzione Napoli: "Mi avevano promesso lealtà, mi avevano promesso sostegno e comunicazione. Non hanno mantenuto le promesse". Avevo detto chiaramente: 'Non si vende Scott McTominay'. Gli avevo spiegato le mie ragioni: non avevamo abbastanza capacità realizzativa e Scott porta gol oltre a una mentalità pazzesca. Ha il sangue del Manchester United in tutte le vene. Quindi, quando hanno sollevato l'argomento, ho risposto 'No'. E alla fine lo hanno venduto lo stesso. Mi sono sentito profondamente imbarazzato e deluso".
Nel corso dell'intervista, l'olandese è tornato anche sul caso Cristiano Ronaldo. Il rapporto tra i due si era deteriorato durante la stagione 2022/2023, fino alla separazione del portoghese dal Manchester United: "Ha tradito me e ha tradito la squadra, perché avevamo fatto piani su di lui. Sono persino volato in Portogallo per parlargli di cosa volevo fare prima di firmare con lo United. Ovviamente è uno dei migliori della storia del calcio e lo rispettavo moltissimo, Diceva agli altri giocatori: 'Risparmiate le gambe in allenamento'. Lo capisco se sei al massimo della forma, ma devi prima allenarti per raggiungere i livelli di forma corretti. Gli ho detto più volte: 'Ronnie, tutti vogliono lavorare per te e metterti nelle condizioni giuste per segnare, ma se non arrivi in area non puoi fare gol'. Semplicemente non era in grado di farlo: non correva né in fase di possesso né senza palla perché non si era preparato".
Ten Hag: "Casemiro e Varane alimentano un cultura tossica"Infine, l'ex allenatore ha puntato il dito contro gli equilibri interni al Manchester United, criticando il potere riconosciuto ad alcuni giocatori di maggiore esperienza. Nel mirino sono finiti soprattutto Casemiro e Varane: "Continuano ad alimentare una cultura tossica, gli danno carburante dando tutto il potere in mano ai calciatori. In quel modo la società ha avvalorato l'idea che i giocatori siano potenti e debbano decidere tutto loro. Secondo me questo non si adattava alla fase in cui si trovava lo United. Casemiro era arrivato come il regista di centrocampo con qualità da quarterback. Poi, all'improvviso,è sembrato che avesse perso le motivazioni. Sinceramente non so cosa gli abbiano detto".