È stato il presidente Mattarella a invitare all'approfondimento di cosa cova sotto le violenze di piazza. Tre operazioni appaiono necessarie. Primo, distinguere ciò che è davvero nuovo da ciò che è già documentato altrove o appare nuovo solo nel contesto italiano. Secondo, studiare motivazioni morali, dinamiche di gruppo e infrastrutture digitali, senza ridurre la violenza né all'ideologia né al disagio individuale. Terzo, valutare la risposta pubblica senza confondere la necessità di mantenere l'ordine con la pretesa che l'inasprimento delle pene, da solo, spieghi o prevenga il fenomeno