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L’ultimo allarme è arrivato alla Asl 1 guidata dal dg Emanuele Ciotti lunedì scorso. Ed è una lettera firmata dal direttore del Dipartimento Materno Infantile, Guido Pennoni e del direttore della Uoc Ginecologia Alto Tevere e Gubbio Gualdo Tadino, Dario Rossetti che lanciano l’allarme sui reparti di Ostetricia e Ginecologia dell’area Gubbio-Città di Castello (quindi con i relativi ospedali), dove il personale è ridotto all’osso.
I due professionisti «rappresentano-come si legge nella delibera 1358 presa di venerdì- l'estrema criticità che sta interessando l'assistenza ginecologica e ostetrica presso i presidi ospedalieri Dea di I livello, al fine di individuare con urgenza ogni possibile ed immediata soluzione, giuridicamente e amministrativamente percorribile, che consenta di garantire la continuità di un servizio pubblico essenziale. La situazione attuale è particolarmente grave, anche in conseguenza delle numerose cessazioni dal servizio e delle varie assenze per maternità, che stanno determinando una progressiva riduzione delle risorse professionali disponibili».
Nella delibera viene spiegato come «a fronte di tale situazione, l’Azienda ha attivato tutti gli ordinari strumenti di reclutamento, da ultimo attraverso l'espletamento del concorso pubblico congiunto, la cui graduatoria comprende un medico specialista e 21 medici specializzandi. A seguito dell’interpello di tutti i candidati, nessuno ha manifestato disponibilità all'assunzione nell'immediato, pertanto tali esiti non consentono allo stato attuale di fronteggiare il fabbisogno assistenziale urgente». Nessuna responsabilità della Asl, evidentemente quei posti non fanno gola.
La soluzione? Eccola: «Si chiede pertanto la possibilità di indire in tempi rapidi un avviso pubblico di manifestazione di interesse urgente per incarichi libero-professionali rivolto a medici specialisti in Ginecologia e Ostetricia, anche non collocati in quiescenza, valutandone i presupposti normativi, le condizioni di conferimento e le eventuali criticità applicative, soprattutto in relazione alle attività assistenziali da assicurare presso i presidi ospedalieri».
Infatti allegato alla delibera c’è il bando che indica diversi numeri. Per esempio che il bando coprirà le necessità fino al 31 dicembre. Che il «compenso orario diurno lordo omnicomprensivo pari ad 80 euro per ora, per i turni di guardia notturna compenso lordo omnicomprensivo per 12 ore pari a 750 euro». Ma anche che «per i turni di pronta disponibilità compenso lordo omnicomprensivo per 12 ore pari a 100 euro, fermo restando che le ore eventualmente rese in servizio, a seguito di chiamata, saranno remunerate con compenso lordo omnicomprensivo pari ad 80 euro per ora». Riuscirà la Asl 1 a trovare i rinforzi?
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