Dopo la bufera social dei giorni scorsi – per l’annuncio di un nuovo ciclo di concerti ma senza le sue hit –, Marco Mengoni è tornato oggi nelle radio con il nuovo singolo Giornate perse. Primo estratto del nuovo progetto […]
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Dopo la bufera social dei giorni scorsi – per l’annuncio di un nuovo ciclo di concerti ma senza le sue hit –, Marco Mengoni è tornato oggi nelle radio con il nuovo singolo Giornate perse. Primo estratto del nuovo progetto discografico del cantautore, il brano racconta di attese, silenzi e pensieri che si affollano. Momenti in cui il tempo sembra fermarsi mentre tutto intorno continua a correre.
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Giornate perse dà voce a quei momenti di silenzio in cui pensieri, ricordi e interrogativi si rincorrono, raccontando l’attesa di una svolta dopo un periodo difficile. Il brano riflette anche sulla necessità di usare la propria voce con sincerità, come strumento di espressione e dialogo, senza lasciarsi condizionare dalle pressioni esterne né accettare che siano gli altri a stabilire ciò che è giusto o sbagliato.
Fragilità e consapevolezza si intrecciano così in una canzone dalle sonorità pop raffinate e dalla scrittura intima, in cui l’artista si confronta con sé stesso. A emergere è anche il legame con la tradizione cantautorale italiana, in particolare con Lucio Dalla, da sempre tra i riferimenti fondamentali di Mengoni. Un omaggio anche al cantautore bolognese dunque che si traduce in un dialogo con la sua sensibilità, la sua capacità di raccontare l’animo umano e il suo universo musicale.
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Marco Mengoni. (Foto di Bianchera)
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Scritta da Marco Mengoni e Jacopo Ettorre – con la composizione di Giovanni Pallotti, Vanegas ed Edwyn Roberts –, la canzone nasce dall’incontro di una dimensione acustica, costruita con strumenti suonati dal vivo, e una produzione che restituisce un suono contemporaneo.
Una scelta che anticipa anche la direzione musicale delle 26 serate di Marco Mengoni “Allo Sbagliato”, il nuovo spazio milanese con il cantante alla direzione creativa.
Mengoni, non senza polemiche, porterà in scena uno show unico, che affonda le radici nel soul e nel blues, interamente suonato dal vivo, senza sequenze, click o altre componenti digitali. Oltre a lui, l’off line club ospiterà serate di comedy con la coppia Nuzzo e Di Biase, ospiti internazionali come Benjamin Clementine in versione voce e piano e la new wave italiana con (tra gli altri) Faccianuvola, Angelica Bove e Settembre.
Testo[Strofa 1]
Non ti rivedrò, ci sono troppi muri intorno
E se mi mancherai, non è quello che voglio
Sento i vetri in gola, spero cambi tutto, spero cambi
Ora, Marco, non pensare e fai silenzio in questa stanza
Che non è niente, e non è niente
E non fate caso a quello che dico ultimamente
Sono cazzate, non perle
Sono giornate perse
A starmene in coda da solo, sempre
Facendo finta che non, che non sia successo niente
C’è ancora troppo vuoto intorno a me
L’avresti detto mai (Che)
Che ci vuole coraggio a non avere coraggio
E ammetterlo a se stessi
Ogni mattina, nello specchio in bagno, ti sento ancora
Non so nemmeno con chi sto parlando, per quel che vale
Non so più se ci siamo visti ieri, non ricordo
Forse è passato quasi più di un anno
Ora, Marco, non pensare e fai silenzio in questa stanza
Non esisti per nessuno
Urli, ma non è abbastanza
Che non è niente, non è niente
E non fate caso a quello che dico ultimamente
Sono cazzate, non perle
Sono giornate perse
A starmene in coda da solo, sempre
Facendo finta che non, che non sia successo niente
Non è successo niente
Che bello l’attimo in cui l’uragano smette
Da lontano sento solo i freni delle biciclette
Si calma il fiume di pensieri che fa debordare la volta celeste
I portaceneri di sigarette
Adesso fai un respiro e corri verso il mare
Copri la luna con la mente e fatti trasportare
Ora, Marco, non ti serve più il silenzio in quella stanza
Che non è niente, e non è niente
E non fate caso a quello che dico ultimamente
Sono cazzate, non perle
Sono giornate perse
A starmene in coda da solo, sempre
Facendo finta che non, che non sia successo niente