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Finto trading e finti guru, anatomia di una truffa

Дата публикации: 24-10-2026 07:22:04

Finto trading e finti guru, anatomia di una truffa

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24 ottobre 2026 | 09:22

Finto trading e finti guru, anatomia di una truffa

Dietro i post che promettono grandi ricavi e i corsi a pagamento per diventare trader, c’è un’industria criminale che funziona con piattaforme clone e gruppi Telegram che sembrano affollati ma sono pieni di bot. Telegram non è anonimo, gli IP si tracciano e il reato per il finto trading è truffa aggravata che arriva fino a 5 anni più autoriciclaggio.

Il finto trading non è un investimento andato male, è un reato informatico, grave, a struttura molto complessa, che ha nomi precisi nel codice penale: truffa aggravata online, truffa informatica e, quando si muovono i soldi, autoriciclaggio.

Il finto trading si presenta con due volti, il primo è quello del broker: un sito identico a una piattaforma di trading professionale, con candele verdi, grafici in tempo reale e un saldo che sale ogni giorno. Non esegue un solo ordine sul mercato reale, ma è un front-end che simula guadagni per spingerti a versare ancora. Il secondo volto è più subdolo: il finto guru che sui social si mostra con orologio e auto a noleggio, ti vende a 2.000, 5.000 euro il “corso per vivere di trading” più l’abbonamento al suo canale Telegram VIP di segnali. Non è iscritto all’albo dei consulenti finanziari, non ha alcuna autorizzazione Consob, non ha un track record certificato, ripete a macchinetta 2 indicatori copiati da YouTube e chiama “strategia” una martingala che in pochi giorni brucia un conto.

A questo link , i consigli di Consob per non cadere nella trappola dei finti traders. 

Secondo il report annuale nazionale della Polizia Postale, nel 2024 sono stati sottratti circa 181 milioni di euro tramite truffe online come il trading, contro i 137 milioni dell’anno precedente. L’80% delle somme è riconducibile a truffe legate al trading online, Solo la Postale in Italia ha trattato 18.714 casi nel 2024. Il meccanismo è standard: si viene adescati tramite Reel, post e sponsorizzate sui social, soprattutto su Instagram, la formula è quasi sempre la stessa, “Con 250 euro ne fai 700 al giorno“, con link diretto a un gruppo Telegram. Si entra in questo gruppo dove quasi tutti i partecipanti sono bot che postano screenshot di presunti guadagni. Nessun provider legittimo “onboarda” clienti o accetta fondi via Telegram,  e questo è il primo campanello d’allarme. I gruppi, dopo aver mostrato ingannevoli profitti giornalieri e “segnali esclusivi”, reindirizzano su piattaforme fraudolente che simulano trading, ma non eseguono alcun ordine. Il truffato vede il saldo salire, ma quando si chiede di prelevare, chiedono “tasse di sblocco” o “verifica antiriciclaggio“. La variante “corso” è la truffa e più subdola, non vendono la piattaforma, vendono il “corso per diventare trader professionista”, in ogni caso, se si perdono tutte le somme di denaro, è colpa del  “mindset”, mentre penalmente è truffa contrattuale insieme frode nell’esercizio del commercio. L’errore dei finti guru è pensare che Telegram sia anonimo, ma non è così; la Polizia Postale si muove in questo modo: ricevuta la querela, il PM autorizza le indagini per la ricerca del colpevole. Si parte dall’individuazione dell’indirizzo IP, il numero di protocollo internet della connessione con cui è stato commesso il reato, la polizia può tracciare l’IP di un truffatore e richiedere all’ISP l’identificazione. Dopo l’arresto di Pavel Durov, Telegram ha cambiato policy, infatti adesso consegna IP e numero di telefono dei sospettati su richiesta giudiziaria valida e l”idea che “i messaggi non possano essere intercettati o rintracciati dalla polizia” è falsa per i metadati, perchè la piattaforma conserva i log.

Per denunciare serve portare tutto: screenshot delle conversazioni Telegram, link ricevuti, ricevute dei pagamenti e dati del canale, si può fare online con pre-denuncia, poi formalizzata in 48 ore in Questura.

I reati sono diversi e hanno tutti un profilo penale, si va dalla Truffa art. 640 c.p con base da 6 mesi a 3 anni e multa da 51 a 1.032 euro, Truffa aggravata (online, ai danni di più persone), pena base che va da 1 a 5 anni più multa da 309 a 1.549 euro, truffa informatica art. 640-ter, abusivismo finanziario art. 166 TUF con pene fino a 8 anni per chi offre servizi di investimento senza autorizzazione Consob, (Consob ha un form dedicato per le segnalazioni), Autoriciclaggio e riciclaggio e, per i finti formatori si aggiunge il reato di esercizio abusivo di professione e frode in commercio.

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