Dopo tre anni alla guida di Reseo, i giovani chiedono di poter incidere sulle decisioni
Rafforzare il ruolo della Basilicata nel panorama culturale europeo, valorizzando le competenze locali e costruendo politiche capaci di coinvolgere i giovani e favorire il dialogo tra generazioni. È la sfida indicata da Vania Cauzillo, co-direttrice assieme ad Alessandra Maltempo dell'associazione lucana L'Albero, al termine dei tre anni alla guida di Reseo, il network europeo che riunisce teatri d'opera, orchestre, festival e compagnie impegnati nella partecipazione culturale. "Ci tengo a sottolineare che per tre anni la presidenza di Reseo è stata affidata a una realtà lucana: L'Albero, associazione che lavora tra il Vulture e Matera, nata nel 1993 e rifondata nel 2007, con cui ho guidato il network dopo due anni da vice chair", racconta Vania Cauzillo. "Non è scontato che una rete che riunisce grandi teatri d'opera, orchestre e festival di tutta Europa scelga di farsi guidare da una compagnia del Sud Italia che non ha nemmeno un proprio teatro. Credo che questo dica molto del valore che il lavoro fatto in Basilicata ha acquisito a livello internazionale, anche grazie alla spinta di Matera 2019, di cui ancora oggi fatichiamo a comprendere fino in fondo la portata".
Nel corso del mandato, portato avanti insieme al board, il network ha lavorato su tre direttrici: visibilità, posizionamento e cooperazione europea. Tra i risultati più significativi c'è la creazione di Research Space, uno spazio dedicato alla ricerca e al confronto tra chi pratica e chi studia la partecipazione culturale. Un percorso culminato nella conferenza per il trentennale della rete dal 15 al 17 ottobre scorso a Bruxelles, che ha visto anche la partecipazione di Glenn Micallef, commissario europeo per l'equità intergenerazionale, la gioventù, la cultura e lo sport.
"Il messaggio che abbiamo voluto dare è che quando le istituzioni culturali si aprono ai processi democratici e si pensano come luoghi decisivi per la coesione sociale, tutto cambia: cambia chi le abita, cambia chi decide, cambia ciò che producono. Diventano uno dei pochi spazi in cui generazioni diverse si incontrano davvero e costruiscono qualcosa insieme.
L'opera, in particolare, è un linguaggio che per sua natura tiene insieme i bambini, i giovani, gli adulti, gli anziani".
Al centro del lavoro di Cauzillo c'è soprattutto il rapporto tra giovani e istituzioni culturali. Una ricerca condotta tra i membri di Reseo, presentata all'International Audience Development Forum di Zagabria, ha rilevato che i giovani tra i 18 e i 30 anni rappresentano circa un quinto dei biglietti venduti nelle istituzioni che hanno risposto. La difficoltà, secondo i dati raccolti, è trasformare i nuovi spettatori in frequentatori abituali: solo il 22% torna più di una volta al mese, contro il 36% del pubblico abituale.
"I giovani non chiedono di essere intrattenuti o educati: chiedono di contare, di appartenere e di poter costruire un futuro anche dentro queste istituzioni", osserva Cauzillo. Per coinvolgerli non bastano sconti sui biglietti: occorre offrire spazi di partecipazione reale, coinvolgerli nelle decisioni, ripensare orari, repertori e luoghi culturali e riconoscere loro un ruolo autoriale nei processi creativi.
La sfida riguarda da vicino anche la Basilicata, dove, secondo Cauzillo, servono politiche culturali strutturali, strumenti di concertazione e una maggiore presenza dei giovani nei luoghi decisionali. Soprattutto un patto giusto tra generazioni, è il cuore della strategia europea per l'equità intergenerazionale voluta dal commissario Micallef. "In società che invecchiano, i giovani stanno diventando una minoranza e la loro voce rischia di essere sovrastata da quella delle generazioni più anziane: in Basilicata questo rischio pesa più che altrove", afferma Cauzillo. "Credo che i trenta-quarantenni debbano prendersi la responsabilità di pretendere uno spazio e aprirne altri per la nuova generazione, nelle istituzioni culturali come nella politica, perché i ventenni non siano solo ascoltati ma possano incidere sulle decisioni".
L'Albero prosegue intanto le collaborazioni internazionali: ha vinto il progetto "Coopera" di Europa Creativa con partner francesi e ucraini, porterà il progetto pilota "Parthenope" all'Auditorio de Tenerife e continua a lavorare su "Inclusive Opera", nato dall'esperienza di "Silent City" a Matera 2019 e dedicato all'opera co-creata con le comunità sorde.
Cauzillo resterà nello Steering Committee di Reseo per lavorare sulle partnership strategiche. "Il mio desiderio è che questi progetti abbiano sempre una ricaduta in Basilicata: che i giovani lucani possano formarsi e lavorare restando a casa propria, e che la regione venga riconosciuta come un luogo dove l'Europa viene a imparare come si fa cultura con le comunità".
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