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I tir si fermano a Formia, prove di blocchi anche in provincia di Latina

Дата публикации: 01-01-1970 00:00:00

La protesta degli autotrasportatori che ha paralizzato parte del Mezzogiorno è arrivata ieri pomeriggio anche nel sud pontino. I camion si sono fermati lungo la superstrada...

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La protesta degli autotrasportatori che ha paralizzato parte del Mezzogiorno è arrivata ieri pomeriggio anche nel sud pontino. I camion si sono fermati lungo la superstrada Formia-Garigliano, occupando una corsia e provocando rallentamenti alla circolazione. Non un blocco completo dell'arteria, perché i manifestanti hanno lasciato libero un varco per consentire il transito degli altri veicoli.

Ma la mobilitazione, che da giorni interessa le principali strade del Sud Italia, comincia a farsi sentire anche nel comprensorio di Formia e Minturno. Il presidio ha interessato soprattutto la località di Santa Croce, dove i mezzi pesanti hanno occupato parte della carreggiata.

Traffico a rilento anche nella zona del centro commerciale Itaca, con gli automobilisti costretti a procedere a velocità ridotta. Sul posto guardia di finanza e carabinieri per garantire la sicurezza. Una situazione che rischia di complicare gli spostamenti lungo un collegamento fondamentale tra il Lazio meridionale e la Campania, utilizzato quotidianamente da pendolari, lavoratori e autotrasportatori.

Alla base della protesta ci sono l'aumento del prezzo del gasolio, il caro vita e il continuo incremento dei costi di gestione, che stanno mettendo in difficoltà numerose imprese del settore. Lo conferma anche Pietro, che conduce camion da oltre trent'anni ed ha lavorato sia come autista che con una propria ditta, ma di tempi così complessi nella sua lunghissima esperienza non ne ricorda. «Stavo andando verso Roma, quando subito dopo pranzo mi sono trovato davanti una colonna di mezzi che occupavano la corsia di destra ha raccontato ed immediatamente, mi sono fermato per offrire la mia solidarietà alla protesta».

Pietro trasporta attualmente alimenti deperibili sulla linea Roma-Trento a bordo di mezzi dotati di celle frigo, ma di tanto in tanto arriva fino a Napoli. «Nel nord Italia la protesta non è ancora arrivata, ma questo è come un focolaio che è partito dalla Sicilia e di regione in regione sta salendo». «Ci rendiamo conto dei disagi continua ma per noi il carovita sta diventando insostenibile. Il costo dei carburanti sta condizionando molte categorie, ma forse, più di tutte proprio la nostra».

Pietro è stato uno dei primi a ripartire nella prima serata di ieri, proprio per riprendere la sua linea abituale. Altri autisti sono rimasti invece ancora fermi fino a tarda ora sulla superstrada Formia-Garigliano.

La mobilitazione aveva già raggiunto il basso Lazio sabato scorso, quando a Cassino decine di camion e trattori avevano partecipato a una manifestazione partita dall'area Varlese.

Il corteo aveva percorso un tratto della superstrada Cassino-Formia, tra striscioni contro il caro vita e richieste di interventi a sostegno delle imprese. Un'iniziativa alla quale avevano aderito anche gli agricoltori.

Situazione più difficile nel vicino casertano, dove a Mondragone i tir hanno occupato la Domiziana, all'altezza della rotatoria di Pescopagano, mentre altri presidi sono stati organizzati nei pressi dei caselli autostradali di Caianello, Caserta Sud e lungo l'A30. Ieri mattina la protesta ha provocato anche la temporanea chiusura del collegamento tra l'A1 e l'autostrada Caserta-Salerno, con chilometri di code. Non sono mancati anche i timori di possibili difficoltà nei rifornimenti di carburante.

A Penitro, per esempio, diversi automobilisti si sono messi in fila davanti ai distributori per fare il pieno, preoccupati che il protrarsi dei blocchi possa compromettere le forniture di benzina e gasolio.

Le conseguenze della protesta si stanno facendo sentire anche sulla distribuzione alimentare. Nel casertano alcuni blocchi hanno ostacolato il regolare rifornimento dei supermercati, mentre a Cassino sono state segnalate carenze di frutta e verdura sugli scaffali. Ripercussioni anche nel sud pontino, dove diverse attività commerciali incontrano difficoltà nell'approvvigionamento delle merci provenienti dall'alto casertano. A risentirne sono soprattutto i prodotti caseari, a cominciare dalla mozzarella di bufala, ma anche frutta e verdura.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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