I droni intercettori ucraini perdono la connessione con Starlink quando superano i 161 chilometri orari. Un limite che rischia di compromettere il loro impiego contro i droni russi più...
I droni intercettori ucraini perdono la connessione con Starlink quando superano i 161 chilometri orari. Un limite che rischia di compromettere il loro impiego contro i droni russi più veloci, compresi gli Shahed a propulsione a reazione, e costringe le forze di Kiev a fare maggiore affidamento su caccia, missili e sistemi tradizionali di difesa aerea. A riferirlo è stato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, in un messaggio audio rivolto ai giornalisti. Secondo quanto dichiarato dal leader di Kiev, una volta superata la soglia dei 161 km/h, la comunicazione satellitare si interrompe completamente nel giro di circa un minuto, facendo perdere il collegamento con i velivoli senza pilota.
Il problema, ha sottolineato Zelensky, riguarderebbe il territorio ucraino e non si presenterebbe nei Paesi dell'Unione europea, dove Kiev afferma di aver effettuato verifiche.
Per l'Ucraina, le limitazioni rappresentano un ostacolo operativo proprio in una fase in cui i droni intercettori sono sempre più importanti per contrastare gli attacchi aerei russi.
Il nodo delle restrizioni di StarlinkKiev sta cercando di affrontare la questione attraverso interlocuzioni militari, istituzionali e diplomatiche, coinvolgendo il ministero della Difesa e SpaceX, l'azienda di Elon Musk che gestisce Starlink. Secondo Zelensky, tuttavia, l'esercito ucraino e il ministero della Difesa non starebbero ricevendo risposte dall'azienda, mentre da parte americana la situazione sarebbe stata giustificata con la presenza di «problemi tecnici».
Il punto è che un drone intercettore deve poter mantenere il collegamento e il controllo anche durante un inseguimento ad alta velocità. Se la connessione satellitare viene meno oltre una determinata soglia, il velivolo rischia di non poter completare la missione. Le restrizioni, secondo la ricostruzione ucraina, impedirebbero così di utilizzare efficacemente i terminali Starlink su questi sistemi contro i droni a reazione. La questione riguarda anche Starshield, il servizio satellitare di SpaceX destinato agli impieghi governativi e di sicurezza. Kiev ha dichiarato di essere impegnata in un confronto su entrambi i sistemi per individuare una soluzione che consenta di mantenere operative le capacità di difesa.
Kiev costretta a utilizzare caccia e missiliLe conseguenze non riguardano soltanto i singoli intercettori, ma l'intero sistema di difesa aerea ucraino. Secondo i dati forniti da Zelensky, l'aviazione riesce ad abbattere circa il 55-60% dei droni Shahed a reazione. Una quota significativa, che richiede però l'impiego di velivoli da combattimento e di piloti in un contesto in cui le risorse sono limitate.
Il ricorso ai caccia comporta inoltre un maggiore carico operativo e manutentivo. Il presidente ha riferito che circa la metà degli F-16 ucraini si troverebbe in Europa per periodi prolungati, necessari per riparazioni e manutenzione. Una parte delle difficoltà sarebbe legata alla disponibilità dei ricambi per le versioni più vecchie dei velivoli, alcuni dei quali non vengono più prodotti. I Paesi partner stanno cercando di accelerare gli interventi. La società belga Sabena Engineering, incaricata della manutenzione degli F-16 ucraini, riparerebbe attualmente quattro aerei al mese, con l'obiettivo di arrivare a sei.
Gli intercettori contro gli Shahed a reazioneL'Ucraina sta sviluppando diverse tipologie di droni progettati per abbattere altri velivoli senza pilota. Tra i modelli resi pubblici figurano il P1-SUN JetKiller, lo SPYS e lo Sting S, sviluppi di piattaforme elettriche a più rotori. A questi si aggiunge un intercettore presumibilmente derivato dal drone Bars, che sarebbe dotato di un motore a reazione. Secondo quanto riferito dal ministro della Difesa Yevhen Khmara, le forze ucraine avrebbero già ottenuto risultati positivi contro i droni a reazione. Durante un'operazione, una delle unità avrebbe distrutto cinque bersagli aerei utilizzando cinque intercettori Bars, con un'efficacia dichiarata del 100%.
È proprio in questo scenario che il limite di velocità attribuito a Starlink assume un peso strategico. I sistemi più rapidi possono ampliare le possibilità di intercettazione, ma la perdita del collegamento rischia di vanificare il vantaggio. Per Kiev, risolvere il problema delle comunicazioni satellitari significa quindi rafforzare una componente della difesa aerea che potrebbe contribuire a ridurre la pressione su caccia, missili e piloti.
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