Da cibo dei poveri a superfood: la castagna cambia pelle e, sulla spinta delle nuove abitudini alimentari, entra tra i prodotti salutistici. Per generazioni è stata una delle poche fonti...
Da cibo dei poveri a superfood: la castagna cambia pelle e, sulla spinta delle nuove abitudini alimentari, entra tra i prodotti salutistici. Per generazioni è stata una delle poche fonti di sostentamento delle comunità montane, tanto da valere al castagno il nome di “albero del pane”. Oggi se ne apprezzano fibre, potassio, amido resistenza e assenza di glutine. Lo confermano i dati NielsenIq: nelle 52 settimane chiuse ad agosto le vendite di castagne in Italia hanno superato i 64,5 milioni di euro, per oltre 8.100 tonnellate.
Domande di approfondimento generate da 24Ore AILe castagne fresche valgono 51,5 milioni (+1,6% sull’anno precedente) e 7.500 tonnellate (+0,5%), con un prezzo medio di circa 6,9 euro al chilo. La spinta arriva però dal prodotto pronto, con le castagne secche e precotte a 13 milioni di euro (+11,6%) e 628 tonnellate (+12,6%), a circa 21 euro al chilo.
Anche sul prodotto tal quale si muovono progetti per restituirgli nobiltà, in un contesto dove rispetto a qualche decina di anni fa sono molti i castagneti abbandonati perché non redditizi. Fabio Ferrari, responsabile Frutta e Import della Direzione Freschissimi di Coop Italia, ricorda che per anni la rincorsa al prezzo ha penalizzato la qualità, finché i progetti di filiera hanno dato «un’inversione di tendenza a tutto il mercato». Quello di Coop, nato cinque anni fa con l’azienda Mitica e Agrintesa, è approdato al Marrone dell’Appennino Emiliano, uno dei due marchi collettivi riconosciuti negli ultimi due anni dal Masaf in Emilia-Romagna, insieme a quello romagnolo. Un’analoga iniziativa è nata sul versante toscano, con il marrone fiorentino del Mugello, e Ferrari auspica di arrivare nel tempo a un prodotto unico.
Per Enrico Bucchi, vicedirettore generale di Alegra, che con la linea premium affianca Coop e i consorzi di Bologna, Modena e Reggio Emilia, la sfida è duplice: «Aumentare progressivamente la disponibilità e creare nuove occasioni di consumo». Quest’anno al fresco si affianca il marrone cotto pronto, «per andare oltre la forte concentrazione degli acquisti tipica del periodo tra ottobre e novembre».
Una ricerca del gruppo mostra un gradimento «nettamente superiore alla media tra i 35 e i 54 anni e decisamente più basso tra i giovani: tutti spazi di crescita ancora da sviluppare».
| # | Наименование новости | Тональность | Информативность | Дата публикации |
|---|---|---|---|---|
| 1 | Tra natura e laboratorio: il cibo che cura e il cibo che ammala | 0 | 6.63 | 19-10-2026 |
| 2 | Da dove arrivano le pesche che mangiamo? Dalla Spagna alla Cina: cosa comprano le famiglie | 0 | 8.44 | 13-09-2026 |
| 3 | Il paradosso della siccità: taglia riso e mais ma riporta in equilibrio vino e latte | 0 | 7 | 15-07-2026 |
| 4 | Carni bianche e uova, il consumo ora corre più dell’offerta | 0 | 7.23 | 05-10-2026 |
| 5 | Dalla dieta mediterranea a quella planetaria: come integrare salute, cibo sostenibilità | 0 | 9.05 | 17-07-2026 |
| 6 | La rivoluzione green di Gorizia, dal Piano del Verde a città ideale del futuro | 0 | 7.66 | 17-10-2026 |
| 7 | Cresce il turismo enogastronomico, le regioni migliori d’Italia: la top 5 per la cucina tipica | 0 | 9.77 | 10-08-2026 |
| 8 | L’eterna crisi del grano duro, Confagricoltura: «Produciamo in perdita» | 0 | 7.6 | 09-07-2026 |
| 9 | Il caldo fa deperire la frutta: scendono i prezzi all’ingrosso | 0 | 5 | 07-07-2026 |
| 10 | Pane e pasta sempre più cari: il prezzo del grano cresce con la siccità | 0 | 14.29 | 27-08-2026 |