Il fumo può lasciare tracce nelle ovaie anche quando, apparentemente, la loro struttura non presenta alterazioni. A cambiare è l’attività di alcuni geni coinvolti nel funzionamento delle cellule. Nei testicoli, invece, possono comparire anche modificazioni dei tessuti in cui si […]
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Il fumo può lasciare tracce nelle ovaie anche quando, apparentemente, la loro struttura non presenta alterazioni. A cambiare è l’attività di alcuni geni coinvolti nel funzionamento delle cellule. Nei testicoli, invece, possono comparire anche modificazioni dei tessuti in cui si sviluppano gli spermatozoi. È quanto emerge da una nuova ricerca che aggiunge un tassello alla comprensione del rapporto tra fumo e fertilità, un tema che riguarda entrambi i partner quando si cerca una gravidanza. Lo studio, condotto dalle Università di Nottingham e Sheffield e pubblicato il 14 ottobre 2026 su Frontiers in Toxicology, è stato realizzato sui topi. Non dimostra quindi che le stesse modificazioni si verifichino nelle persone, né misura direttamente una riduzione della capacità di concepire. Offre però nuovi indizi interessanti sui meccanismi biologici attraverso i quali il fumo potrebbe interferire con la salute riproduttiva.
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Per comprendere gli effetti del fumo sugli organi riproduttivi, i ricercatori britannici hanno utilizzato un modello sperimentale animale. I topi sono stati esposti per 12 settimane a differenti concentrazioni di un estratto di fumo di sigaretta, somministrato per via intranasale tre volte alla settimana. Al termine dell’esperimento, gli studiosi hanno analizzato la struttura delle ovaie e dei testicoli, insieme all’attività dei geni coinvolti nel loro funzionamento.
La scoperta più interessante riguarda la diversa risposta degli organi riproduttivi femminili e maschili. Nelle ovaie sono emersi soprattutto cambiamenti nell’attività genetica, senza alterazioni strutturali significative. Nei testicoli, invece, l’esposizione più elevata è stata associata anche a modificazioni di alcune strutture.
Il lavoro è esplorativo e ha coinvolto un numero limitato di animali. Il suo obiettivo non era stabilire quanti soggetti diventassero infertili, ma individuare processi cellulari da approfondire in ricerche successive.
Fumo e fertilità femminile: le modificazioni osservate nelle ovaieNelle femmine, i ricercatori non hanno riscontrato cambiamenti significativi nel numero o nella struttura dei follicoli ovarici, le piccole strutture nelle quali maturano gli ovociti. L’analisi dell’attività dei geni ha però raccontato una storia diversa. Alcuni geni coinvolti nella divisione cellulare e nel metabolismo risultavano meno attivi, mentre aumentava l’attività di altri associati alla produzione delle proteine.
Queste modificazioni presentano analogie con processi biologici già collegati all’invecchiamento ovarico e alla riduzione della funzione riproduttiva. «Abbiamo identificato cambiamenti nell’attività genetica associati a processi biologici che in precedenza sono stati collegati all’invecchiamento ovarico e alla riduzione della funzione ovarica», ha spiegato Lucy Fairclough, docente dell’Università di Nottingham e coautrice dello studio.
È importante, però, non andare oltre ciò che i risultati dimostrano: la ricerca non ha accertato che il fumo acceleri l’invecchiamento delle ovaie nelle donne, né che le alterazioni genetiche osservate provochino necessariamente infertilità.
Il fumo aumenta il rischio di infertilità nelle donne?Su questo punto esistono già evidenze raccolte sull’essere umano. Secondo un recentissimo aggiornamento dell’Organizzazione mondiale della sanità pubblicato l’8 settembre 2026, una revisione sistematica degli studi condotti tra il 2000 e il 2026 ha rilevato che le donne fumatrici presentano un rischio di infertilità superiore del 40% rispetto alle non fumatrici.
È un aumento relativo del rischio, non significa che il 40% delle donne che fumano sia infertile. La stessa analisi segnala che le donne che hanno smesso di fumare presentano un rischio di infertilità inferiore rispetto a quelle che continuano. Un’indicazione importante per chi sta programmando una gravidanza.
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Getty Images
Negli animali maschi, l’esposizione alla concentrazione più elevata di estratto di fumo è stata associata a un aumento dell’area media della sezione dei tubuli seminiferi, le strutture dei testicoli in cui si sviluppano gli spermatozoi. I ricercatori hanno inoltre osservato modificazioni nell’attività di geni coinvolti nella produzione degli spermatozoi, nelle risposte immunitarie e nella comunicazione tra cellule.
«Il nostro studio mostra che ovaie e testicoli rispondono in modo diverso al fumo di sigaretta», ha spiegato Adam Watkins, ricercatore dell‘Università di Sheffield.
Anche in questo caso, le alterazioni osservate non equivalgono alla dimostrazione di una ridotta fertilità. Lo studio non ha infatti valutato direttamente la capacità riproduttiva degli animali.
Le evidenze cliniche precedenti, tuttavia, mostrano che il fumo può rappresentare un problema anche per gli uomini. L’OMS cita una revisione di 44 studi, condotti su oltre 60 mila uomini, che associa il tabagismo ad alterazioni del liquido seminale e a disturbi della funzione sessuale.
Tra i problemi segnalati figurano una ridotta motilità degli spermatozoi, anomalie della loro forma e una maggiore frequenza di disfunzione erettile.
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Il rapporto tra fumo e infertilità interessa anche le coppie che ricorrono alla procreazione medicalmente assistita.
Nel suo documento dedicato a tabacco e infertilità, l’OMS richiama una revisione di 21 studi che ha individuato un’associazione tra consumo di sigarette e minori probabilità di gravidanza e di nascita di un bambino dopo trattamenti di riproduzione assistita, compresa la fecondazione in vitro.
Non significa che fumare determini automaticamente l’insuccesso di un trattamento. La riuscita dipende da numerosi fattori, tra cui l’età, le condizioni di salute e le cause dell’infertilità. Il fumo è però uno dei fattori di rischio sui quali è possibile intervenire, possibilmente prima di iniziare un percorso di fecondazione assistita.
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Non è necessario essere fumatori per essere esposti alle sostanze presenti nel fumo di sigaretta. L’OMS segnala che anche il fumo passivo è associato a possibili conseguenze sulla salute riproduttiva. Nelle donne esposte, alcuni studi hanno rilevato un maggiore rischio di infertilità e una minore probabilità di concepimento nei mesi in cui si cerca una gravidanza. Questo rende importante considerare non soltanto le abitudini individuali, ma anche l’ambiente domestico e gli spazi condivisi.
Smettere di fumare può migliorare le possibilità di concepimento?Smettere di fumare è raccomandato a entrambi i partner quando si programma una gravidanza. Non esiste però una garanzia che la fertilità migliori automaticamente o nello stesso modo per tutti. La possibilità di concepire dipende da molti elementi, tra cui l’età, la funzione ovarica, la qualità del liquido seminale e l’eventuale presenza di patologie ginecologiche o andrologiche.
Eliminare il tabacco significa comunque ridurre l’esposizione a sostanze dannose e intervenire su un fattore di rischio modificabile. L’OMS raccomanda agli operatori sanitari di informare le coppie sui rischi riproduttivi del fumo e di offrire un sostegno concreto per smettere. Non occorre, quindi, attendere una diagnosi di infertilità per affrontare il problema.
Il nuovo studio delle Università di Nottingham e Sheffield non cambia queste indicazioni, ma contribuisce a spiegarne le ragioni biologiche. La novità non è che il fumo possa compromettere la fertilità: è la possibilità di comprendere meglio come agisca, in modo diverso, sulle ovaie e sui testicoli.