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Ok della Camera alla risoluzione sullo scostamento, 219 con sì e 110 no

Дата публикации: 13-10-2026 11:44:25

Il ministro dell'Economia: 'Nuvoloni all'orizzonte, proseguiamo sul consolidamento. Lo scostamento è un passo consapevole dalla linea di prudenza'

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L'Aula della Camera ha approvato con 219 voti a favore e 210 contrari la risoluzione della maggioranza sullo scostamento di bilancio che chiede di attuare "quanto indicato" dalla relazione al Parlamento 2026 annessa al documento programmatico di finanza pubblica" dando "adeguato rilievo agli interventi in materia di investimenti". Tra gli obiettivi, "porre in essere tutte le azioni per consentire il finanziamento di misure volte a tutelare il potere di acquisto delle famiglie, nel rispetto degli obiettivi di crescita della spesa netta delle amministrazioni pubbliche". Precluse le altre risoluzioni presentate dalle opposizioni.

Pochi in Aula? "Ma io c'ero...", ha detto il ministro dell'Economia Giorgetti replicando con un sorriso ai cronisti che alla Camera gli hanno chiesto delle poche presenze. In apertura del suo intervento il ministro aveva detto, constatando in qualche modo i ranghi ridotti in Aula: "buongiorno onorevoli colleghi presenti...", parole commentate da un applauso, "molti di voi hanno partecipato alle riunioni delle commissioni", ha proseguito con il suo intervento. "Eh, questi non vogliono lavorare di lunedì, ma mi sembra che nemmeno il martedì abbiano tanta voglia", ha commentato Giorgetti, parlando con La Repubblica.

Il voto sarebbe stato fissato di martedì e non di lunedì, per la contrarietà dei parlamentari a una calendarizzazione subito dopo il fine-settimana. 

Giorgetti in Aula: 'Nuvoloni all'orizzonte. Proseguiamo sul consolidamento'

La richiesta dello spostamento di bilancio per l'attivazione della clausola di salvaguardia Nec per difesa ed energia "è un passo consapevole di scostamento rispetto alla linea di prudenza che ho richiamato". Lo afferma il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, in aula alla Camera. "Sono qualcosa che la commissione riconosce e che i mercati hanno riconosciuto sostenibile in un percorso di sostenibilità della finanza del debito pubblico italiano".

"Programmare soprattutto a tre anni in situazioni di grande turbolenza è assai complicato e gli aggiornamenti, come dimostrano le rilevazioni del Fmi sono settimanali, per cui la decisione fondamentale che sottende" ai nostri ragionamenti è che "quando il bollettino meteorologico annuncia tempesta prima di uscire un mare a aperto conviene assicurarsi delle condizioni dell'imbarcazione ed è quello che abbiamo cercato di fare" in questi anni. "Questa rotta - ha aggiunto - riteniamo di doverla confermare in un momento come questo in cui si annunciano nuvoloni all'orizzonte e questo documento risponde a questa impronta e mira a rispettare il sentiero di consolidamento della finanza e punta a rispettare i target fissati dalla nuova governance europea e se le condizioni lo consentiranno sarà possibile l'uscita dalla procedura a primavera", ha aggiunto. 

La diretta dalla Camera

La diretta dalla Camera


Gli interventi in Aula

Monti: 'Voterò contro lo scostamento di bilancio'
"Io voterò contro lo scostamento di bilancio e la ragione è semplice - ha detto il senatore a vita Mario Monti intervenendo in aula sul Documento programmatico di finanza pubblica 2026 -: il mondo è entrato in una fase che si chiamerà crisi del debito pubblico mondiale, qualcosa di più grave di quello che abbiamo vissuto con la crisi italiana del debito pubblico. Quella era gravissima per noi, ma era una crisi in quel momento muoveva dall'Italia e aveva però il resto dell'eurozona piuttosto sana, gli Stati Uniti erano molto sani. Oggi le difficoltà finanziarie di questi giorni, ma temo di questi anni, nascono molto più in alto nella gerarchia storica dei paesi. Gli Stati Uniti sono il primo responsabile e nell'Unione europea la Francia oggi è il più colpito, anche perché non ha fatto quelle cose che noi siamo stati indotti, non costretti, ma indotti a fare. Ecco, quindi stiamo molto molto attenti nella gestione del debito e per questa ragione voterò contro lo spostamento di bilancio". 

Guerra (Pd): 'Attesta il fallimento del governo, Giorgetti abbandonato dalla sua maggioranza'
"Solidarietà al ministro Giorgetti che ha parlato di fronte ad un'Aula vuota, non si è mai visto in un passaggio così significativo che nessuno si presenti. E' stato abbandonato totalmente dalla sua maggioranza" ed è "indecente", ha spiegato nell'Aula della Camera Cecilia Guerra del Pd durante la discussione sul Dpfp. "E' un documento vuoto", rimarca la dem, ma "fotografa in modo impietoso il fallimento di questo governo" in quanto attesta "la grande vulnerabilità del Paese".

Nicita: 'La crescita del Pil dello 0,1% e propaganda massima'
Quello che questo documento dice è: indebitiamoci, senza spiegare assolutamente il perché, ma semplicemente per liberare risorse che servono per la campagna elettorale", ha dichiarato in aula il senatore Antonio Nicita, vicepresidente del gruppo Pd a Palazzo Madama, durante l'esame del Documento programmatico di finanza pubblica 2026. "Non abbiamo alcun elemento per fare una valutazione di ciò che il Governo intenda fare, propaganda a parte - ha aggiunto - Ci si chiede di votare un indebitamento che, secondo le stime, porterebbe nel biennio 2027-28 a una crescita del Pil pari a circa uno 0,1% che, considerando che nonostante l'apporto del Pnrr la crescita in questi anni è stata minima, ci fa capire quanto, la strategia economica del governo sia assolutamente vuota. Un indebitamento non per finanziare un'emergenza a favore dei cittadini e delle imprese, ma per assecondare richieste prive di qualsiasi fondamento logico su difesa ed energia. Speriamo solo che sull'energia non si proceda con strumenti come quelli usati per le accise mobili dove, a fronte di minimi effetti sui prezzi alla pompa, si è regalato quasi un miliardo ai produttori e ai distributori di benzina".

Al Senato ok del governo alle risoluzioni di maggioranza

Al Senato, il governo ha dato parere favorevole alle due risoluzioni proposte dalle forze di maggioranza sul Documento programmatico di finanza pubblica 2026, non accolte quelle delle opposizioni (una di Pd, M5s e Avs e una di Azione). Lo ha riferito in aula il sottosegretario all'Economia, Federico Freni, dopo che il ministro Giorgetti ha concluso la sua replica e si è spostato alla Camera per il seguito dell'esame del Dpfp. Subito dopo sono cominciate le dichiarazioni di voto.

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