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Rateizzazione cartelle esattoriali fino a 8 anni, le novità sulla riscossione al via dal 2027

Дата публикации: 31-08-2026 05:00:59

A partire dal prossimo anno cambiano le regole per rateizzare le cartelle esattoriali, che potranno essere saldate in otto anni.

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La gestione del debito con il Fisco si avvia verso una vera e propria rivoluzione procedurale. Il Decreto Legislativo n. 110 del 29 luglio 2024, attuativo della riforma fiscale (Legge 111/2023), ha introdotto una riscrittura organica delle norme sul recupero crediti e sulla dilazione dei pagamenti affidata all’Agenzia delle Entrate-Riscossione (AdER).

La novità principale riguarda la rateizzazione cartelle esattoriali per i debiti di importo pari o inferiore a 120.000 euro. Tra le varie tappe stabilite dal legislatore, il 2027 rappresenta un punto di svolta fondamentale: a partire dal 1° gennaio del prossimo anno, infatti, i contribuenti che dichiareranno una temporanea situazione di difficoltà economica potranno accedere a un piano ordinario che estende il periodo di dilazione fino a 8 anni (96 rate mensili), senza la necessità di dover esibire documentazione economico-finanziaria a supporto.

Ripercorriamo la tabella di marcia della riforma, le modalità d’accesso, le differenze tra la procedura semplificata e quella documentata e cosa occorre considerare per non decadere dai benefici.

Rateizzazione cartelle esattoriali, la tabella di marcia della riforma

Storicamente, il piano di rateizzazione ordinario delle cartelle esattoriali per i debiti fino a 120.000 euro prevedeva una durata massima di 72 rate mensili, pari a 6 anni di ammortamento. Con l’introduzione del D.Lgs. 110/2024, il legislatore ha superato questo schema fisso, disegnando un meccanismo di estensione progressiva pensato per ampliare gradualmente la flessibilità concessa a cittadini e imprese.

Il percorso si sviluppa attraverso scaglioni ben definiti in base alla data di presentazione dell’istanza. Dopo un primo incremento nel biennio 2025-2026, che ha portato la soglia a 84 rate mensili (7 anni), il vero punto di svolta scatta con il biennio 2027-2028: a partire dal 1° gennaio 2027, chi dichiara una temporanea situazione di difficoltà economica può estendere il rientro fino a 96 rate mensili, ottenendo un piano da 8 anni senza dover allegare alcuna documentazione contabile o modello Isee. Questo percorso incrementale raggiungerà infine il suo assetto definitivo dal 1° gennaio 2029, quando la rateizzazione semplificata toccherà a regime un totale di 108 rate mensili, garantendo una copertura complessiva di 9 anni.

Come funziona la rateizzazione cartelle esattoriali dal 2027

A partire dal 1° gennaio 2027, il quadro operativo per richiedere la dilazione delle cartelle notificate dall’AdER si articolerà su due distinti binari in funzione dell’importo e della durata richiesta.

Il binario semplificato fino a 96 rate (8 anni)

Per i debiti complessivi iscritti a ruolo fino a 120.000 euro, la richiesta di rateizzazione delle cartelle esattoriali fino a 8 anni potrà essere inviata direttamente online tramite il portale dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione.

Per avviare la pratica:

  • non è richiesto alcun documento. Non serve allegare attestazioni ISEE o indici contabili;
  • non sono necessari dei presupposti. È sufficiente la dichiarazione del contribuente di versare in una condizione di temporanea difficoltà economica;
  • non è previsto alcun importo minimo del debito. La rata mensile non può essere inferiore a 50 euro.
Il binario documentato o straordinario da 97 a 120 rate (fino a 10 anni)

Se il contribuente ha la necessità di spalmare il proprio debito su un lasso di tempo ancora più ampio – fino a 120 rate mensili (10 anni) -, oppure se il debito iscritto a ruolo supera i 120.000 euro, la semplice autodichiarazione non è più sufficiente. In questo caso è obbligatorio dimostrare documentalmente la grave e comprovata situazione di difficoltà.

Quali documenti servono per la rateizzazione a 10 anni

Per beneficiare del piano massimo da 120 rate, la legge distingue i requisiti in base alla natura giuridica del debitore.

Persone fisiche e ditte individuali in regimi semplificati

L’accesso al piano straordinario è condizionato dalla presentazione del modello Isee in corso di validità. Il parametro Isee deve attestare una situazione economica tale da giustificare la necessità di un piano di ammortamento decennale.

Società di capitali, enti e imprese in contabilità ordinaria

La richiesta va documentata mediante l’invio della situazione patrimoniale e finanziaria della società. Vengono presi in esame specifici parametri di bilancio:

  • indice di liquidità (rapporto tra liquidità immediate/differite e passività a breve termine);
  • indice Alfa (parametro calcolato rapportando il debito complessivo al valore della produzione o al fatturato).
Differenza tra rateizzazione ordinaria e rottamazione

Un aspetto su cui è importante soffermarsi riguarda la fondamentale differenza tra i piani di dilazione ordinaria e le misure di definizione agevolata (la cosiddetta rottamazione delle cartelle).

Caratteristica Rateizzazione ordinaria (D.Lgs. 110/2024) Rottamazione / Definizione agevolata
Stralcio sanzioni e interessi No. Si paga l’intero importo iscritto a ruolo, oltre agli interessi di dilazione Sì. Vengono azzerate le sanzioni amministrative, gli interessi di mora e gli aggi di riscossione
Durata del piano Fino a 8 anni (96 rate) dal 2027 su richiesta semplice, estendibile a 10 anni (120 rate) Generalmente limitata a un numero ridotto di quote (es. 18 rate in 5 anni nella Rottamazione-quater)
Requisiti d’accesso Sempre attiva e richiedibile per tutte le cartelle non decadute Legata a finestre temporali e leggi di bilancio specifiche
Decadenza Più flessibile (decade dopo il mancato pagamento di 8 rate) Più rigida (il mancato o ritardato pagamento di una sola rata fa perdere i benefici)

La rateizzazione ordinaria è quindi uno strumento di sostenibilità finanziaria e liquidità, non un provvedimento di condono fiscale o di sconto del debito.

Le regole sulla decadenza: cosa succede se non si paga una rata

La riforma della riscossione ha stabilito criteri certi per la decadenza dai piani di rientro accordati dall’AdER:

  • soglia di decadenza a 8 rate. Il contribuente perde il beneficio del termine se omette di pagare 8 rate mensili, anche non consecutive;
  • effetti della decadenza. In caso di decadenza, l’intero debito residuo diventa immediatamente esigibile in un’unica soluzione e l’AdER può riprendere o avviare le procedure cautelari ed esecutive (pignoramenti presso terzi, fermi amministrativi sui veicoli, ipoteche);
  • riammissione al piano. Chi decade da un piano di rateizzazione concesso dopo l’entrata in vigore della riforma non può essere riammesso alla dilazione per gli stessi carichi, a meno che non provveda a saldare integralmente tutte le rate scadute e non pagate.
Sospensione delle azioni esecutive durante la rateizzazione

Presentare tempestivamente domanda di rateizzazione cartelle esattoriali offre un’importante tutela legale ed economica per il contribuente. Dal momento in cui l’AdER accoglie la richiesta di dilazione e viene effettuato il versamento della prima rata:

  • pignoramenti fermati. Non possono essere avviate nuove procedure esecutive (es. pignoramento del conto corrente o dello stipendio), né iscritte nuove ipoteche o fermi amministrativi;
  • sblocco dei pagamenti della PA. Il contribuente che ha ottenuto il piano di rientro ed è in regola con i pagamenti non risulta più inadempiente ai fini delle verifiche effettuate dalle Pubbliche Amministrazioni prima di erogare pagamenti o saldi per forniture e prestazioni (art. 48-bis Dpr 602/73);
  • rilascio del Durc. Per le imprese e i lavoratori autonomi, la regolarità dei versamenti del piano di ammortamento consente di ottenere il Documento Unico di Regolarità Contributiva (DURC), indispensabile per lavorare con la Pa e nei cantieri edili.

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