I ricavi del gruppo, che comprende anche Tom Ford e Thom Browne, nel periodo aprile-giugno sono cresciuti del 9% a 517,1 milioni di euro
Secondo molti la pazienza è una qualità innata, difficile da sviluppare persino per chi, razionalmente, ne apprezza gli effetti sui rapporti personali e nel lavoro. Gildo Zegna, presidente esecutivo dell’omonimo gruppo, ammette di non essere sempre stato un uomo e un manager-imprenditore paziente, ma spiega di aver fortemente cercato di diventarlo e di esserci riuscito.
Domande di approfondimento generate da 24Ore AIAlmeno in parte, dice commentando, con paziente orgoglio, potremmo dire, i risultati del primo semestre e in particolare quelli del secondo trimestre del gruppo, che comprende i marchi Tom Ford e Thom Browne. I ricavi del periodo aprile-giugno sono cresciuti del 9% a 517,1 milioni di euro, andamento che – ammette Zegna con un pizzico di riluttante ottimismo – ha sorpreso non solo alcuni analisti, ma i vertici stessi dell’azienda.
Quasi superfluo citare i motivi del (parziale) stupore: il primo è la guerra scatenata il 28 febbraio dagli Stati Uniti di Donald Trump contro l’Iran, che ha sconvolto non solo gli equilibri geopolitici della regione, bensì l’equilibrio economico-finanziario del mondo. Ci sono poi l’Ucraina, le tensione tra Usa e Cina e le incertezze per l’immediato futuro, che tutti percepiamo, indipendentemente dalla capacità di spesa.
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«Penso spesso a un detto caro a mio padre, “mastica amaro e sputa dolce”. Molto piemontese, anzi, molto biellese e montanaro – racconta Zegna –. Non credo che avremmo raggiunto questi risultati se non avessimo messo a punto una strategia chiara che ha richiesto investimenti e sacrifici. O meglio, dedizione e allo stesso tempo l’umiltà di cogliere ogni segnale dei diversi mercati che confermasse le nostre scelte o ci suggerisce di adattarle. Sono soddisfatto dell’equilibrio geografico del marchio Zegna e puntiamo a trovarlo anche per Tom Ford, al momento sbilanciato sugli Stati Uniti, e per Thom Browne, che è fortissimo in Asia ma vogliamo cresca velocemente in Europa, a partire dall’Italia».
Le tre anime del gruppo condividono il posizionamento (che potremmo definire di lusso) e un aspetto che rende il gruppo unico nel panorama globale, il patrimonio tessile che ha dentro di sé. «Nasciamo con i tessuti e negli anni abbiamo rafforzato la parte a monte della filiera, anche con acquisizioni: ne beneficia in primis il marchio Zegna, che resterà sempre specializzato nella parte maschile, con un pubblico, anche giovane, che ambisce a costruirsi una cultura tessile, che vuole sapere tutto sulla nascita e costruzione di un abito.
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