Nei primi sette mesi del 2026, il gettito tributario erariale è aumentato: ecco quali imposte e tributi trainano la crescita.
Continuano a crescere le entrate dello Stato grazie alle tasse incassate dall’Erario. Secondo gli ultimi dati pubblicati dal dipartimento delle Finanze, nei primi mesi del 2026 il gettito dei tributi erariali è cresciuto del 2,8% rispetto allo stesso periodo del 2025. Il peso maggiore continua a essere sostenuto dalle imposte dirette, mentre quelle indirette hanno registrato una crescita più contenuta.
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Come emerso dal bollettino delle entrate tributarie pubblicato a settembre 2026, tra gennaio e luglio di quest’anno i tributi erariali accertati sulla base del criterio della competenza giuridica ammontano complessivamente a 346.123 milioni di euro. Rispetto ai 12 mesi precedenti, la crescita è stata pari a 9.357 milioni di euro, equivalente appunto a un aumento del 2,8%.
Nel dettaglio:
Nei primi sette mesi del 2026, le prime hanno rappresentato circa il 58% del gettito tributario erariale, mentre quelle indirette circa il 42%.
Le tasse che garantiscono più entrate all’ErarioConsiderando il gettito garantito, tra i tributi che contribuiscono maggiormente alle entrate pubbliche:
Alcuni redditi, però, contribuiscono più di altri a livello fiscale. A partire dalla tassazione Irpef, questa è alimentata soprattutto dalle ritenute sui redditi da lavoro. Il gettito comprende infatti:
Per quanto riguarda le entrate Iva, la componente più importante è quella relativa agli scambi interni, che ha prodotto 88.450 milioni di euro, in crescita del 3,2%. All’interno di questa voce rientrano anche 11.057 milioni di euro versati dalle pubbliche amministrazioni attraverso il meccanismo dello split payment, con un aumento di 752 milioni (+7,3%).
L’Iva sulle importazioni, invece, nei primi sette mesi dell’anno ha garantito 11.817 milioni di euro, con una crescita di 942 milioni (+8,7%).
Altre imposte in aumento e in caloSe si osserva il quadro generale tracciato dal dipartimento delle Finanze, tra le altre voci che registrano una crescita ci sono:
Sono risultate in calo, invece:
I dati del Dipartimento delle Finanze permettono quindi di tracciare una sorta di classifica del gettito tributario, utile a comprendere quali componenti alimentino maggiormente le casse erariali. La graduatoria, basata sugli importi registrati nei primi sette mesi del 2026, conferma sul podio le entrate tributarie, ovvero:
A seguire si posizionano:
Questa graduatoria va tuttavia interpretata correttamente per comprendere chi sostiene realmente il carico fiscale. L’Irpef, ad esempio, non grava in modo uniforme su tutte le categorie, ma come abbiamo visto è alimentata principalmente dalle ritenute sui redditi da lavoro dipendente e autonomo. L’Iva, pur essendo versata formalmente dagli operatori economici attraverso i meccanismi di scambio e lo split payment, è sostenuta economicamente dai consumatori finali sui propri acquisti quotidiani. L’Ires, invece, riflette direttamente la capacità contributiva e il reddito prodotto dalle società commerciali e dalle imprese soggette a tale imposta.
I numeri, però, raccontano un sistema fiscale nel quale lavoro e consumi rimangono i due principali pilastri del gettito tributario. Sarà tuttavia necessario attendere i dati dei mesi successivi per capire se il ritmo di crescita resterà stabile e, soprattutto, quale sarà il risultato complessivo dell’anno.